giovedì 20 settembre 2018

Perfugas

In questo blog vengono pubblicate soltanto foto e commenti. L'attività dell'Associazione Tholos viene aggiornata nel seguente blog:

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20 ottobre 2018

Perfugas


Visita al pozzo sacro nuragico di Predio Canopoli

Visita al retablo di San Giorgio nella chiesa di S. Maria degli Angeli




Campanile di S. Maria degli Angeli


Visita al Museo 




Gli utensili di selce trovati presso il Rio Altana sono stati assegnati all'industria europea del Clactoniano che copre il periodo tra 450.000 e 100.00 anni fa, prodotta dall'homo erectus. 
Tali utensili sono costituiti da schegge ottenute con la percussione dei nuclei di selce per renderne il bordo adatto all'uso che se ne intendeva fare: tagliare, raschiare, grattare, ecc.. Il clactoniano si distingue per l'assenza di strumenti lavorati sulle due facce, i bifacciali che caratterizzano l'acheuleano che, al momento, non è stato trovato in Sardegna.



Pomeriggio - Bulzi

San Pietro delle Immagini










Questa è la relazione di una visita effettuata nel 1999. 
Perfugas 
Chiesa di Santa Maria degli Angeli - Retablo di San Giorgio - Pozzo sacro Predio Canopoli - Museo Archeologico - Necropoli Murrone.
( Domenica 23 / 05 / 1999 h 8,45 - 9.00).

Retablo -
Si è visitato il Retablo della chiesa di S.Giorgio, sistemato ora nella cattedrale che si trova nella piazza adiacente al pozzo sacro. Si nota il curioso campanile edificato con tufo trachitico di vari colori. Caratteristica è anche la cupola.

Pozzo Sacro -
E’ stato possibile accedere all’interno dell’area del pozzo sacro che è recintata ed è oggetto di contenzioso.
Il sito, dopo il Medio Evo, è stato totalmente ricoperto ed occupato da abitazioni e da un cortile. Solo uno scavo casuale lo ha rimesso parzialmente in luce nel 1923. Negli ultimi anni sono state abbattute le abitazioni e l’area adiacente al pozzo è stata liberata. Anticamente la zona si presentava come il versante di una collina, sulla cui cima sorgeva un nuraghe con il villaggio attorno (nello spazio anteriore alla chiesa, alle spalle dell’ingresso del pozzo). Il centro nuragico era sicuramente importante e si ha testimonianza di un’intensa attività commerciale nei secoli VIII e VII a.C. Sono stati ritrovati materiali etruschi, greci e fenici. Il pozzo è antecedente al 1000 a.C. e il suo utilizzo è durato fino al Medio Evo.In epoca romana la zona attorno è stata edificata e rimangono infatti alcune murature.




 Pozzo sacro (20 ottobre 2018 - h 10,48)

Vi si vede anche una struttura subrettangolare. E’ un tempio a megaron che racchiude un’area sacra.
Gli scavi hanno messo completamente in luce tutta l’area del pozzo. I lati più lunghi della muratura mostrano delle bugne esterne variamente interpretate. La marna calcarea, perfettamente lavorata, è una pietra che viene da altre località distanti 5-10 Km. I conci del pozzo aggettano l’uno sull’altro di un centimetro ed il primo è perfettamente perpendicolare con l’ultimo. Si sono trovati un toro ed una vacca di bronzo.
Davanti alla stretta scalinata, nell’area dove si trovano due sedili laterali, si può osservare un grande concio rettangolare con un foro circolare che pare incorniciato.

Museo Archeologico -

Alla periferia del paese sorge il museo. Contiene una sezione paleobotanica dedicata ai reperti della foresta fossile. Non è facile individuarvi le piante, ma si sono potute riconoscere conifere (cipressi), olmi, palmizi. Di grande interesse è il calco del suolo dove sono stati trovati i reperti del paleolitico inferiore. La tecnica usata è la scheggiatura della selce che si trova in grande quantità nel territorio.
Il periodo di tali manufatti è il clactoniano, risalente a 500.000 anni fa.

Alla visita si può abbinare il Museo Archeologico di Viddalba.

Necropoli “Murrone” -

Per raggiungerla occorre percorrere stradine in parte sterrate ed in parte asfaltate ma sconnesse. Non esiste segnaletica. Le domus sono scavate su un banco di trachite, hanno un soffitto basso, e sulla superficie sono delimitate da canalette che probabilmente servivano anche per lo scolo dell’acqua piovana.. Conservano uno strato di ocra rossa sia esternamente sia internamente. Hanno i portelli molto ben lavorati e contornati da belle cornici. Recano la decorazione di protomi bovine; un ipogeo ha sul soffitto le scanalature ad imitazione dei tetti delle capanne.